I tuoi debiti
Saldo, tasso e rata
Calcolo sui numeri che inserisci tu, presi dall'estratto conto o dal contratto: nessuna consulenza di alcun genere, nessun prodotto indicato, nessun giudizio su chi ti ha fatto credito. I numeri restano nel tuo browser.
Per una carta revolving, il saldo dell'ultimo estratto conto.
Nel contratto, nel modulo SECCI o nell'estratto conto.
Per esempio imposta di bollo o spese dell'estratto conto. Facoltative.
Ogni mese si aggiungono gli interessi del mese e le spese, poi si paga la rata. La rata resta uguale fino alla fine.
Ogni debito riceve la sua rata minima; quello che avanza va a un debito alla volta, nell'ordine del metodo. Quando un debito si chiude, la sua rata passa al successivo.
Qualcosa non torna? Segnalalo: si apre la tua posta con un messaggio già pronto e il link di questa simulazione. Lo vedi prima di inviarlo e decidi tu se mandarlo. I nomi dei debiti non sono nel link.
Strumento gratuito e senza pubblicità. Se ti è stato utile, puoi sostenerne lo sviluppo.
Se sei in difficoltà
- Parlane subito con la banca o la finanziaria. Può valutare con te, per esempio, di cambiare le condizioni del contratto, sospendere per un periodo le rate o rifinanziare il debito; nel credito ai consumatori ha un obbligo di assistenza verso chi è in difficoltà con i pagamenti (Banca d'Italia, sovraindebitamento).
- Fondazioni e associazioni antiusura. Sono accreditate presso il Ministero dell'Economia: valutano il caso e possono concedere garanzie per ottenere un prestito da una banca. L'elenco per regione è sul sito del Dipartimento del Tesoro (alla voce "Famiglie").
- Se non riesci più a pagare i debiti. La legge prevede, a certe condizioni, procedure per renderli di nuovo sostenibili, con l'aiuto di un esperto indipendente. Ci si rivolge all'Organismo di composizione della crisi da sovraindebitamento (OCC) più vicino: l'elenco è sul sito del Ministero della Giustizia.
Non rivolgerti a chi presta denaro senza essere iscritto agli albi previsti dalla legge: il rischio è l'usura (Banca d'Italia).
Carta revolving, rate e metodi di rimborso
La carta revolving
Con il credito revolving, spesso legato a una carta di credito, la somma spesa si rimborsa a rate mensili; ogni rata pagata rende di nuovo disponibile la quota di capitale rimborsata. La Banca d'Italia ricorda che su questa forma di credito i tassi sono spesso più alti che su altre e che rate di importo contenuto, a prima vista più comode, allungano la durata e aumentano gli interessi totali (credito revolving). Con i valori iniziali di questa pagina, 2.000 € al 16,5% con 60 € al mese, il primo mese 27,50 € della rata vanno in interessi.
"Paga in 3 rate"
Il "compra ora, paga dopo" divide un acquisto in poche rate, di solito tre o quattro, spesso senza interessi. Secondo la Banca d'Italia i rischi sono le commissioni e gli interessi, anche elevati, in caso di ritardo e la somma di tante piccole rate, che può diventare difficile da sostenere (Buy Now Pay Later). In "Più debiti" si inserisce come un debito con tasso zero.
Palla di neve e valanga
Sono due modi di usare quello che avanza dopo le rate minime. Con la palla di neve va prima al debito con il saldo più basso, con la valanga prima a quello con il tasso più alto; quando un debito si chiude, la sua rata passa al successivo. Con la stessa somma pagata ogni mese, di solito la valanga costa meno interessi e la palla di neve chiude prima il primo debito; quanto conti la differenza dipende dai numeri. Quale usare non lo diciamo: i numeri dei due metodi sono qui sopra.
Domande frequenti
Perché con la carta revolving il debito scende così piano?
Ogni rata paga prima gli interessi del mese e solo il resto riduce il debito. Con una rata piccola gli interessi ne prendono una parte grande: la Banca d'Italia ricorda che rate più basse, a prima vista più comode, allungano la durata e aumentano gli interessi totali. Per esempio 2.000 € al 16,5% con 60 € al mese si chiudono in 45 mesi e costano 693,72 € di interessi.
Che differenza c'è tra il metodo palla di neve e il metodo valanga?
In entrambi si paga la rata minima di ogni debito e tutto quello che avanza va a un debito alla volta; quando un debito si chiude, la sua rata passa al successivo. Con la palla di neve si parte dal saldo più basso, con la valanga dal tasso più alto. Questa pagina mostra i mesi e gli interessi dei due metodi con i tuoi numeri, senza dire quale scegliere.
"Paga in 3 rate" ha interessi?
Spesso no: secondo la Banca d'Italia nella maggior parte dei casi le rate del "compra ora, paga dopo" non hanno interessi, ma in caso di ritardo si possono pagare commissioni e interessi anche elevati, e la somma di tante piccole rate può diventare difficile da sostenere. Qui si può inserire come un debito con tasso zero.
Che cosa posso fare se non riesco più a pagare le rate?
La Banca d'Italia indica di parlarne il prima possibile con la banca o la finanziaria, che può valutare per esempio una rinegoziazione o una sospensione delle rate. Le fondazioni e associazioni antiusura accreditate presso il Ministero dell'Economia possono concedere garanzie per un prestito; in caso di sovraindebitamento ci si rivolge a un Organismo di composizione della crisi (OCC), il cui elenco è sul sito del Ministero della Giustizia. È importante non rivolgersi a chi presta denaro senza autorizzazione. I riferimenti sono nel riquadro "Se sei in difficoltà".
Come è fatto il calcolo
- Ogni mese, su ogni debito aperto, si aggiungono gli interessi, saldo × TAN / 12 arrotondato al centesimo, e le spese del mese; poi si paga la rata. L'ultima rata è uguale a quello che resta. Tasso e rata non cambiano; niente ritardi, penali o nuove spese con la carta.
- Più debiti: ogni debito riceve la sua rata minima e quello che avanza va al primo debito aperto nell'ordine del metodo, deciso all'inizio con i saldi e i tassi inseriti (palla di neve: saldo più basso; valanga: tasso più alto). "Solo le rate minime": quello che si libera non va agli altri debiti.
- Con un solo debito senza spese il numero di mesi coincide con la formula dell'ammortamento n = −ln(1 − S·r / R) / ln(1 + r), con r = TAN / 12. Oltre 50 anni il debito si considera non chiuso.